Difficoltà nell’esprimere le proprie competenze
Come accennato in precedenza, poiché i NEET sono inattivi per lunghi periodi, le loro esperienze professionali sono spesso scarse e sporadiche.
Vale la pena notare che dietro lo status di NEET possono esserci storie e situazioni molto diverse.
Tra i NEET troviamo giovani che
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§ hanno abbandonato la scuola prematuramente senza qualifiche,
§ possiedono un diploma di scuola superiore o una laurea ma faticano a entrare nel mondo del lavoro
§ dopo ripetuti tentativi e delusioni, hanno perso fiducia (sia in se stessi che nel resto del mondo) e hanno smesso di cercare attivamente opportunità.
§ vivono in contesti con poche offerte di lavoro, magari in aree geografiche svantaggiate, oppure affrontano ostacoli personali, economici o familiari che rendono difficile impegnarsi in un percorso professionale o formativo.
In breve, essere NEET è spesso una condizione complessa, non necessariamente il risultato di pigrizia o mancanza di forza di volontà, ma piuttosto di una combinazione di fattori sociali e individuali: questo spesso influisce anche sul profilo psicologico dei NEET, che possono sentirsi stigmatizzati o vergognarsi della loro situazione, il che può rendere ancora più difficile esprimere le loro (poche) competenze.
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Inoltre, i NEET possono spesso avere difficoltà a tradurre le loro competenze in termini comprensibili ai datori di lavoro.
Tuttavia, sarebbe utile per loro concentrarsi su se stessi e identificare le proprie competenze.
L’er
Ciò accade perché le competenze sono associate a una vasta esperienza professionale e non tengono conto della predisposizione individuale o delle abilità sviluppate attraverso le esperienze di vita.
Le competenze trasversali, d’altra parte, sono spesso più ricercate delle competenze tecniche: ad esempio, per un giovane NEET, esprimere chiaramente di essere un buon ascoltatore, capace di gestire il tempo, in grado di rispettare le scadenze e flessibile è certamente un aspetto chiave quando si scrive il proprio CV.
